mercoledì 10 agosto 2011

The Starcrossed Week in... Qualcosa in più su Josephine Angelini! [Mercoledì]




Ciao amici! Benvenuti al terzo appuntamento della rubrica "The Starcrossed Week"!

Prima di cominciare con il terzo argomento di questo progetto, ricapitoliamo insieme che cosa è “The Starcrossed Week”: una rubrica a cadenza giornaliera che durerà una settimana, a cui, ogni giorno, dedicherò un post riguardante un determinato argomento attinente al mondo di Starcrossed di Josephine Angelini, libro in uscita in Italia per conto della Giunti Y il 7 settembre, fino ad arrivare, lunedì prossimo, alla mia opinione personale sul romanzo.
E ora passiamo all’argomento di oggi.

Dopo aver parlato delle critiche generali riguardanti Starcrossed, ora incentriamo la nostra macchina da presa su una figura poco circospetta, anche perché molto aperta al dialogo.

Sto parlando di...

Josephine Angelini, autrice di Starcrossed.

Ecco tutte le informazioni che ho reperito e tradotto dall'inglese.


«Josephine Angelini (dal cognome mi pare che abbia delle radici italiane, non trovate?) nacque in una cittadina del Massachusetts chiamata Ashland. Josie afferma che persino quando incontra persone del Massachusetts stesso che le chiedono da dove proviene non sappiano dove si trovi Ashland.

Successivamente abbandonò Ashland per trasferirsi a New York City, dove ha frequentato l'università e dove, tra un lavoretto e l'altro, si è guadagnata una laurea con il massimo dei voti.

Infine si trasferì nella meno caotica Los Angeles. Qui ha incontrato suo marito e si è sposata. Inoltre, nella spendida L. A., Josephine ha scoperto il mondo della scrittura, dedicandosi alla poesia, ma non appena comprese quanto non fosse brava come poetessa, decise di spingersi nell'ambito del fantasy YA. Così nacque Starcrossed


E anche questo piccolo tassello del mondo di Starcrossed si è quasi aggiunto. Dico «quasi» perché subito sotto vi riporto delle parole che trovate in lingua originale sul sito dell'autrice (qui) e che io ho tradotto per voi in italiano.

A me non rimane che salutarvi e darvi appuntamento a domani... with the fourth part of "The Starcrossed Week"!



Josephine Angelini: «Io sarei dovuta essere un ragazzo. 
Mia madre, quando era incinta di me, era convinta che fossi un maschio. Sosteneva che nel pancione non mi comportavo da femminuccia, ma visto che sono la più giovane di otto figli, e che ho sei sorelle e un solo amato fratello, è ragionevole pensare che mia madre fosse semplicemente affetta da un grave caso di auto-convinzione dovuta dal desiderio di avere un altro figlio maschio. 
Comunque, qualunque sia la ragione, i miei genitori erano così convinti che fossi un bambino che avevano persino deciso il nome adatto a me: Joseph.
Però quando nacqui si accorsero che ero una bimba.
Così, mia madre, una donna sempre frugale, pensò: “Perché buttare via un nome tanto perfetto solo perché il sesso non va?” E quindi aggiunse soltanto un pratico “ine” alla fine di “Joseph”, e sono piuttosto contenta che l’abbia fatto. Mi piace il mio nome, o almeno mi rendo conto che sarebbe potuto essere molto peggio. Avrebbero potuto avere l’intenzione di chiamarmi Ralph o qualcosa del genere: non molto si può fare con Ralph.
Sono cresciuta circondata da donne.
E non solo normali. Le mie sorelle sono, senza esagerazione, un branco di Amazzoni. Sono tutte alte. Hanno una massa di capelli folti, sorrisi giganteschi, risate squillanti, e purtroppo per me, tutte hanno temperamenti focosi. E vedete, io non sono solo la più giovane, ma anche la più bassa. Posso anche sembrare una sapientina. Non una combinazione salutare.
Ma fortunatamente, sono almeno veloce.»

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